DALL’ARRAMPICARE ALL’ARRAMPICATA (Scuola Secondaria di Primo Grado Preziosissimo Sangue di Monza) ——

Arrampicare è uno schema motorio di base che viene scoperto dal bambino quando ancora non è in grado di camminare.

Questo schema motorio richiede di utilizzare abilità motorie come prese delle mani, trazioni delle braccia, appoggi dei piedi, spinte delle gambe per spostare il corpo verso l’alto (salita), ma lo spostamento può avvenire anche lateralmente o verso il basso (discesa).

Gli sport che richiedono la padronanza di questo schema sono

  • Alpinismo (su pareti di roccia naturali e artificiali)
  • Arrampicata sportiva (free climbing in inglese)
  • Parkour

Per arrampicarsi in maniera efficace è necessario utilizzare le gambe e ci devono essere sempre 3 punti di appoggio: quando si stacca una mano è bene sempre avere in appoggio le gambe e l’altra mano; se si stacca il piede, l’altro piede e le mani devono essere in appoggio sicuro. Quindi, nel momento in cui si è sicuri che gli altri tre punti siano stabili, è possibile spostare il quarto al fine di ricercare un nuovo equilibrio. Il baricentro deve essere sempre posto vicino all’attrezzo o alla parete che si sta percorrendo.

Arrampicare in palestra

Gli attrezzi:

  • Spalliera
  • Quadro svedese
  • Pertica

La spalliera è un grande attrezzo formato da parti verticali (staggi o montanti) e da parti orizzontali (gradi). Viene utilizzata per fare esercizi di forza, miglioramento della postura e della flessibilità.

Il quadro svedese è un reticolo regolare di quadrati di legno formato anch’esso da staggi e gradi. Viene utilizzato per sviluppare forza, agilità e flessibilità.

Vengono sviluppati inoltre la capacità di orientamento nello spazio e il coraggio.

La pertica fa parte del palco di salita, un insieme di attrezzi che si usano per arrampicare. La salita di questi attrezzi richiede forza, agilità, flessibilità e coordinazione.

L’arrampicata sportiva

L’arrampicata sportiva è la tecnica di scalata naturale che richiede l’utilizzo di mani e piedi per progredire nella salita della parete senza l’utilizzo di mezzi artificiali. Gli unici attrezzi che si possono utilizzare sono le corde, i chiodi e altri attrezzi che prevengano la caduta dello scalatore o lo proteggano in caso di caduta.

Lo scopo è quello di superare la parete con mezzi leali affrontando difficoltà sempre maggiori.

L’attività sportiva richiede una perfetta coordinazione di arti superiori, che svolgono una trazione del corpo verso l’alto, e inferiori che spingono e sostengono il corpo grazie alla loro muscolatura sviluppata.

Tutti e quattro gli arti mantengono il corpo in equilibrio e con un assetto corretto.

Nell’arrampicata sportiva si distinguono 3 specialità:

  • Velocità (free climbing): specialità in cui conta il tempo di salita su una parete di 10 o 15m seguendo un tracciato convalidato dalla Federazione Internazionale e quindi uguale in tutte le parti del mondo.
  • Difficoltà (lead): è la classica salita con la corda dal basso, su pareti altre tra 15 e 25 m con l’obiettivo di raggiungere il punto più alto possibile. La classifica è determinata dall’ultima presa raggiunta (top). Il massimo punteggio si piò raggiungere arrivando con entrambe le mani all’ultima presa.
  • Boulder: è la specialità più dura e si svolge su pareti alte massimo 4 metri, senza corda e con materassi di protezione. Lo sforzo richiesto è molto intenso, ma di beve durata (7-8 movimenti). Si parte da un punto detto start (con due prese obbligate) e si termina con una presa top che l’atleta deve raggiungere entro un tempo limite e mantenere per 2 secondi. All’interno della via c’è una presa chiamata zona, se si raggiunge si ottiene un punteggio ulteriore.

Percorso e attrezzatura

L’arrampicata libera include varianti diverse anche per la tipologia di ambiente: pareti alpine, falesie, pareti indoor e strutture artificiali.

I limiti di sviluppo in altezza degli itinerari attrezzati tracciati in parete in gara , in allenamento o durante la didattica sono dati dall’assicurazione dell’atleta da parte di un assistente che ha il compito di controllare con la corsa la scalata rimanendo alla base della parete (primo tiro di corda).

Arrampicata indoor: si pratica in palestre con strutture artificiali. All’inizio queste palestre erano utilizzate nei periodi invernali per preparare gli alpinisti all’uscita sulla roccia. Oggi sono invece attività sportive autonome, non più solo propedeutiche (preparatorie) all’arrampicata all’aperto e all’alpinismo.

Abbigliamento: scarpette, indumenti comodi e leggeri traspiranti e idrorepellenti, casco regolabile e sacchetto porta magnesite per avere una presa migliore.

Attrezzatura: corda (dinamica, ovvero elastica, per evitare un arresto brusco in caso di caduta), moschettoni (ganci metallici provvisti di molle) per assicurare i collegamenti, imbraco (imbrago o imbragatura, insieme di cinture collegate tra loro assicurate alla vita e alle cosce dello scalatore: consente di distribuire le forze su diverse parti del corpo durante la caduta), discensore (strumento che dissipa sotto forma di calore l’energia cinetica durante la discesa o la caduta), nuts e friends (dispositivi di ancoraggio che fungono da punti di assicurazione).

 

Like
2